Gruppo Storico di Fénis

Le Cors dou Heralt



L’Associazione storico-culturale “Gruppo Storico di Fénis”, costituitasi nell’anno 2001 da un gruppo di amici accomunati dalla passione per la storia medievale, si propose di far conoscere a quante più persone possibile, il castello di Fénis, con la sua storia e il suo territorio e, soprattutto, di ricordare la costruzione di questo edificio ultimata nel 1340.

Venne scelto di dare a questo gruppo un nome che evocasse uno dei personaggi che all’ombra dei Signori era di fondamentale importanza in quell’epoca: l’Araldo, “lateralmente, pubblico ufficiale addetto alle corti dei sovrani e dei grandi feudatari, aveva il compito di presiedere ai tornei, di intimare la guerra o la resa, proporre trattative, proclamare la pace, compiere missioni presso sovrani esteri ed in modo particolare essere il messaggero ed il banditore del suo signore” da cui “Le Cors dou Heralt  -  “Il percorso o la corsa dell’araldo”.

Il gruppo, che per un breve periodo è stato inattivo, da qualche anno a ripreso a pieno le proprie attività, partecipando a rievocazioni e/o rappresentazioni di avvenimenti storici accaduti nel Medioevo sia in Valle d’Aosta così come nel resto d’Italia, in alcune occasioni la partecipazione dei sui personaggi arriva sino a varcare i confini nazionali. Durante i fine-settimana, in particolare nel periodo estivo, accoglie ed intrattiene con la propria presenza gli innumerevoli turisti in visita al castello.

I costumi indossati dai membri del gruppo sono realizzati su modelli del XII, XIII e XIV secolo e  sono legati a vari momenti di vita nel castello, in particolare vengono interpretati i personaggi storici della famiglia Challant, grandi costruttori del magnifico castello.  Aimone di Challant (1302 –1387), è un personaggio storicamente importante nel territorio, bene in vista alla corte del conte di Savoia di cui era suo vassallo. Ha la vocazione del costruttore ed è a lui che si deve la costruzione dei castelli di Fénis e Aymavilles. A Fénis, rimodella una struttura primitiva e dà al castello la sua forma generale. È probabilmente a lui che Fénis deve una buona parte delle sue decorazioni. Nel contesto storico rievocativo è sempre accompagnato dalla sua sposa Fiorina Provana di Leyni.

Ad Aimone succede il figlio Bonifacio di Challant (1340 –1426), che prosegue l’opera intrapresa dal padre sia come costruttore-ammodernatore del castello, indirizzando la sua opera verso uno stile più rinascimentale. Politicamente non manca di mantenere l’intimo e servizievole rapporto con i principi di Savoia, di cui ne diventa Maresciallo. Anch’egli nel contesto storico rievocativo è sempre accompagnato dalla sua consorte Françoise de Russillon.

Il conte Aimone, oltre al figlio Bonifacio annovera fra i suoi eredi diretti Amedeo, Margherita, Beatrice ed Alesine. Inoltre e storicamente accertato l’esistenza di un figlio illegittimo di nome Pietro, conosciuto come PETRUS Bastardus; riconosciutagli la paternità divenne castellano ed insignito non solo della carica più importante della Signoria, ma anche del titolo nobiliare con cui spesso viene indicato nei documenti dell’epoca, con la consorte IRIS DE LA CRÊTE.

Altri personaggi rappresentati nel gruppo sono: il gonfaloniere, i tamburini, le dame di corte e il popolo.

Durante la rievocazione della festa di inaugurazione del maniero, tenuta con cadenza biennale nell’area verde sottostante il castello, si da vita ad un torneo equestre basato su semplici prove di abilità ed organizzato per ricordare le difficoltà cui dovevano far fronte gli Araldi per compiere la loro missione. In quest’occasione, numerosi cavalieri e gruppi storici si riuniscono ai piedi del castello per porgere omaggio ai signori di Fénis e trascorrere insieme una giornata dedicata alle prove tipiche delle giostre medievali, seguite da un grande banchetto e da una sfilata illuminata dalle fiaccole.

Lo stemma del casato degli Challant.

Sullo scudo, e presenta una banda nera trasversale da sinistra verso destra in campo rosso e bianco. Nell’emblema del Gruppo compare anche il quadrifoglio, poiché Aimone e la sua famiglia consideravano di buon auspicio il trovarlo, il riceverlo e il donarlo. Ad ogni fogliolina corrispondeva un dono: 


LA RICCHEZZA, L’AMORE, LA FEDELTÀ, L’ONORE.